

104. Gli sviluppi tecnologici: l'et dell'elettricit.

Da: L. De Vries, Il secolo delle innovazioni, Mursia, Milano,
1971.

Nel 1882 si concluse felicemente quasi un secolo di
sperimentazioni intraprese per arrivare alla distribuzione
capillare e individuale della luce elettrica. Con l'invenzione
della lampadina da parte di Thomas Alva Edison, ogni privato
edificio pot essere dotato di un'illuminazione continua, forte ed
economica. In questo brano vengono ripercorsi gli anni precedenti
all'invenzione, i tentativi infruttuosi ed infine il momento del
successo e della consacrazione, quando, il 4 settembre del 1882,
un intero quartiere     di New York pot usufruire e gioire per
l'arrivo di quella che il divulgatore scientifico olandese Leonard
De Vries descrive come una luce gentile e delicata, ma luminosa
come quella stessa del giorno.

Nel 1800, il fisico inglese sir Humphry Davy ricevette dalla Royal
Institution una batteria di 2.000 volt in segno di apprezzamento
per il suo lavoro di ricerca. Durante le esperienze da lui fatte
con questa batteria, Davy scopr che era possibile produrre alle
estremit di due carboni una luce brillante, accecante
addirittura, facendo passare attraverso di essi una corrente
elettrica. Ma fu soltanto con la seconda met del diciannovesimo
secolo quando per generare elettricit cominciarono ad essere
disponibili le dinamo, con la luce ad arco - come veniva chiamata
- che serv a scopo d'illuminazione; fu usata a Londra in
Trafalgar Square e a Parigi durante l'assedio del 1870.
Per la luce ad arco era troppo violenta per l'illuminazione di
case ed uffici e perci in molti paesi si cerc il modo di
dosare la luce elettrica, cio di suddividerla in un grande
numero di piccole unit luminose. Ma, poich tutti questi
tentativi non approdavano a nulla, il problema venne infine
abbandonato. Il dosaggio della luce elettrica  problema che non
pu venir risolto da cervello umano fu il verdetto emesso nel
1878 da una commissione di eminenti scienziati nominati dal
parlamento inglese. Questo punto di vista fu confermato dai loro
colleghi americani.
L'inventore americano Thomas Alva Edison consider ci come una
sfida e decise di risolvere il problema. Incominci a studiare
tutta la letteratura disponibile sulla luce elettrica e fece una
serie di tentativi con un filo di platino sottile che rese
incandescente in un globo di vetro dal quale aveva aspirato
completamente l'aria. Con tale filo di platino Edison riusc a
produrre una luce debole: esso per si fuse completamente quando
egli aument il voltaggio. Ci dissuase l'inventore dal servirsi
di questo materiale prezioso e lo spinse a intraprendere i suoi
esperimenti con filamenti di sostanze carbonizzate. In uno stampo
di nickel messo in un forno per la cottura dello smalto
l'inventore carbonizz diversi tipi di materiali: spago, fibre di
noce di cocco, un pezzo di canna da pesca, legno, una corda di
violino, pelle di coccodrillo e molti altri ancora. Ma tutti
questi tentativi fallirono.
All'inizio dell'ottobre del 1879, Edison decise di ricorrere al
comune filo di cotone per cucire; trattato con catrame minerale,
gli venne data la forma di una forcina per capelli, fu messo nello
stampo e quindi nel forno per la smaltatura dove fu riscaldato per
cinque ore. Ma durante i tentativi di racchiuderlo nel globo di
vetro il fragile filo si ruppe. Ne venne preparato un secondo che
si ruppe esso pure. Un terzo, un quarto e molti altri vennero
preparati, ma per quanta cura si usasse nell'inserirli nel globo
di vetro, essi andavano sempre a pezzi.
Ma il 21 ottobre la pazienza di Edison e dei suoi collaboratori fu
finalmente ricompensata: essi riuscirono a installare un filo
carbonizzato nel globo di vetro che, dopo esser stato
completamente vuotato dell'aria per mezzo di una pompa aspirante a
mercurio, fu collegato con l'elettricit prodotta da una dinamo.
Il filo di carbone emise allora una luce chiara e fissa
continuando a bruciare per un quarto d'ora, mezz'ora, un'ora...
senza mai vacillare. Nessuna meraviglia se questa scoperta suscit
un entusiasmo irrefrenabile dopo tredici mesi di fatiche
apparentemente inutili e di delusioni senza fine. I vicini furono
tutti invitati a venir a vedere il fenomeno e tutti osservarono
con meraviglia il fragile filamento diffondere il suo splendore
resistendo ad un aumento di calore che avrebbe fatto fondere fili
di platino e persino di iridio.
Bruci come una stella della sera per quarantacinque ore (citiamo
le parole stesse di Edison) poi la luce si spense con una
terribile e inattesa rapidit.
La notizia che il grande esperimento era finalmente stato coronato
dal successo fu diffusa via telegrafo in tutto il mondo, per
annunciare ai quattro angoli della terra che era nata una nuova
luce, una luce gentile e delicata, ma luminosa come quella stessa
del giorno. Una luce senza rumore n odore, una luce senza fiamma
e che quindi non poteva dar luogo a incendi. Non occorrevano
fiammiferi per accenderla; produceva solamente pochissimo calore,
non viziava l'aria e non tremolava.
Essa sarebbe stata pi economica dell'economicissimo olio e
dell'ancor pi economico gas illuminante... Doveva diventare la
fonte ideale d'illuminazione e i suoi benefici sarebbero stati
goduti da tutti. Tuttavia, bench la notizia, diffusa da tutti i
giornali, riferisse che Edison, il mago di Menlo Park, aveva
inventato una lampada che poteva star accesa per dozzine di ore,
si continuarono ad avanzare dubbi sulla sua veridicit e c'erano
giornali e persone che descrivevano Edison come un imbroglione e
un impostore. L'inventore allora decise di dare una dimostrazione
pubblica.
La vigilia di Capodanno, treni speciali portarono a Menlo Park
centinaia di invitati. Edison aveva invitato le autorit cittadine
e i maggiori scienziati e industriali ad unirsi a lui per
festeggiare il Nuovo Anno. Quando gli ospiti arrivarono l'oscurit
era persino molesta, ma improvvisamente centinaia di lampade
risplendettero... fu un colpo d'occhio talmente brillante e
fantasmagorico che fu definito dalla stampa spettacolo
paradisiaco.
Con questa dimostrazione Edison vinse la battaglia; le azioni
della societ del gas precipitarono ancor di pi che dopo le prime
notizie dell'invenzione di Edison, mentre quelle della Edison
Electric Light Company salirono da 106 a 3.000.
Per Edison, per, tutto ci non era che l'inizio. Ora egli aveva
affrontato il problema di produrre la lampada per tutti in
grande quantit. Ma poi? Con quale fonte di energia si sarebbero
alimentate quelle lampade? Come si sarebbero potute installare le
linee elettriche affinch tutti potessero usufruirne? Che mezzi si
sarebbero dovuti adottare per misurare il consumo di elettricit e
come si sarebbero dovute sistemare le lampade?.
Innanzi tutto si doveva migliorare il filamento. Di nuovo si
fecero migliaia di tentativi e i migliori risultati si ottennero
con il bamb. Migliaia di lampade a incandescenza furono fatte con
fibra di bamb importato dal Giappone.
Dopo aver accuratamente studiato la pianta di New York, Edison
scelse un quartiere a sud di Wall Street, perch venisse
convertito nel primo distretto cittadino al mondo ad essere
illuminato elettricamente. I suoi assistenti esplorarono ogni
strada e ogni casa, prendendo nota di ogni dato riguardante i
sistemi d'illuminazione a gas e la lunghezza delle condutture di
questo nelle case. Edison allora progett tutta l'apparecchiatura
necessaria per sostituire il gas illuminante con la luce
elettrica: cassette di contenimento per interruttori, accessori e
portalampada, interruttori a muro, valvole, contatori per la
misura del consumo di elettricit. Praticamente non esisteva
niente di cui egli potesse servirsi per i suoi scopi. Per
sistemare le lampadine ide un portalampada a vite. Ma il problema
pi importante consisteva nella progettazione di una centrale
generatrice di energia, capace di fornire la forza elettrica
necessaria per 13.000 lampade.
A questo scopo, Edison comper un edificio di quattro piani.
Questo edificio ospit otto caldaie a vapore della potenza
complessiva di 2.000 Hp azionanti otto dinamo ideate dallo stesso
Edison. Contemporaneamente squadre di operai incominciarono a
disselciare le strade per scavarvi trincee destinate ad accogliere
le condutture in cui dovevano passare i cavi elettrici.
Il 4 settembre 1882, la centrale venne attivata dallo stesso
Edison alla presenza di numerose autorit e di altri invitati.
[...] All'atto in cui le dinamo cominciarono a rotare, la corrente
percorse i fili, pass sotto le strade e penetr nelle case, nei
negozi, negli uffici. In principio sembrava trattarsi di aghi
infuocati, ma quando tutte le dinamo presero a funzionare alla
massima velocit, migliaia di lampade a incandescenza
risplendettero di una luce calma e chiara accompagnate dagli
evviva e dalle grida di piacevole sorpresa da parte degli
abitanti. La lampada a incandescenza ormai non era pi una pianta
da serra sperimentale: da quel momento era diventata un articolo
pratico e di uso quotidiano, che avrebbe potuto rischiarare le
case degli abitanti di New York. Cos Edison aveva raggiunto il
suo scopo principale: creare una lampada elettrica che potesse
essere alla portata di tutti. Non una lampada per milionari, ma
una lampada per la gente comune.
